Un doppio prologo per il Bari Brasil Film Fest 2018

Due eventi hanno salutato l’arrivo della terza edizione del Bari Brasil Film Fest a Bari. Giovedì 4 ottobre si è partiti con la musica. Al Bilabì, storico partner della nostra rassegna, si è svolto il concerto di Luiz Gabriel Lopes, talentuoso cantautore brasiliano della nuova leva. L’interprete, membro di uno dei più prestigiosi gruppi della scena contemporanea brasiliana, Graveola e o Lixo Polifonico, ha incantato il numeroso pubblico presente con le sue raffinate melodie, eseguite con il semplice accompagnamento della sua chitarra.

Foto di: Vito Signorile

Venerdì 5 ottobre è stata la volta del tradizionale prologo al festival presso la sede di Apulia Film Commission al Cineporto di Bari. Per questa serata speciale abbiamo scelto la proiezione di “Cinema Novo” di Eryk Rocha, vincitore dell’Oeil d’or, premio al miglior documentario, a Cannes 2016, nella sezione Classics. Il figlio di Glauber Rocha in questa pellicola ripercorre la storia dell’importante movimento cinematografico senza utilizzare toni didascalici, preferendo piuttosto la poesia delle immagini che si susseguono in un brillante montaggio.

I rapporti del “Cinema Novo” con gli autori contemporanei

L’introduzione del critico cinematografico e direttore di Uzak Luigi Abiusi ha fornito ulteriori spunti per comprendere un’opera non semplice, ma davvero affascinante. La scelta di rinunciare ad una certa immediatezza, alla citazione dei titoli dei film le cui immagini appaiono sullo schermo, ad una voce narrante che ne spieghi il contenuto, e dunque ad ogni intento prettamente divulgativo, si spiegano con l’intenzione del regista di ideare un lungometraggio che possa essere considerato un’opera d’arte in sé.

Tuttavia il lavoro di Eryk Rocha, per Abiusi, è utilissimo per comprendere l’influenza del Cinema Novo sulle opere brasiliane contemporanee. Il critico ha citato come esempio “Boi Neon” di Gabriel Mascaro, lungometraggio presentato al Bari Brasil Film Fest nel 2016. Infatti certe atmosfere di questo film, certe inquadrature che rivelano ancora una vola la capacità degli autori brasiliani di riprendere i corpi, sicuramente richiamano i lavori realizzate dai maestri degli anni ’60.

Quindi Abiusi ha voluto sottolineare i rapporti di questa scuola brasiliana con quelle europee: dal Neorealismo italiano, che sicuramente è stato fonte di grande ispirazione per gli autori del Cinema Novo, fino alla Nouvelle Vague. Infine il direttore di Uzak ha messo in evidenza un altro aspetto preso in considerazione dal documentario: il rapporto, non sempre idilliaco, tra autori e critici cinematografici.

Foto di: Eva Carrieri

Dopo la proiezione, come ormai tradizione di questo prologo, si è festeggiato. Ana Estrela ha presentato al pubblico un menù speciale. Infatti, prendendo spunto dal film, ha omaggiato il rapporto tra il brasiliano Glauber Rocha e l’Africa, con alcune sapienti contaminazioni. Il pubblico accorso ha molto gradito questo momento conviviale e di socializzazione, che da sempre caratterizza la nostra rassegna.