“Boi Neon” di Gabriel Mascaro (proiezione il 6 febbraio)

Certe usanze poco conosciute del Brasile e, allo stesso tempo, il profondo mutamento della società in corso nel Paese, sono al centro di quest’opera che non teme di esplorare territori poco frequentati dalla cinematografia più tradizionale.

Iremar lavora nelle Vaquejadas, particolari rodei in cui due uomini a cavallo cercano di bloccare un toro tenendolo per la coda. Non è una vita semplice: fatica, polvere e poche gratificazioni in un continuo viaggiare da uno spettacolo all’altro per trasportare gli animali. Così il camion con cui si muove diventa la sua casa e il gruppo di persone che lo accompagna, tra cui Gatere, ballerina esotica, camionista e madre di Cacà, una ragazzina sfacciata, si trasformano quasi in una famiglia di fatto con cui dividere ansie e aspirazioni. Infatti Iremar – interpretato da un convincente Juliano Cazarré – nonostante la durezza del suo mestiere è un appassionato di moda, nel tempo libero crea degli abiti da donna e vorrebbe cambiare vita e affermarsi nel settore tessile in espansione nella regione. Ma l’arrivo di un nuovo assistente ai cancelli del rodeo rompe gli equilibri di questa piccola comunità.

Gabriel Mascaro, qui al suo secondo film dopo Ventos de Agosto , riflette sui cambiamenti culturali e socioeconomici in atto nel Brasile, dando respiro in quest’opera ai sogni e alle attese di uomini e donne che vogliono migliorare e crescere. Funzionale all’obiettivo del regista è l’utilizzo di inquadrature fisse, dominate dall’aspro paesaggio del Nordest, e di una fotografia tanto dettagliata sugli animali, quanto ruvida e impietosa sugli umani. Tuttavia, nel corso della narrazione, ai momenti realistici si alternano scene surreali e visionarie che anticipano un finale crudo e liberatorio.

“Boi Neon” ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e ha vinto il Premio Speciale della giuria nella sezione Orizzonti all’ultima mostra di Venezia. La pellicola ha chiuso la rassegna cinematografica del Bari Brasil Film Fest sabato 6 febbraio.