“Trinta” di P. Machline (5 febbraio)

Come raccontare la vita di un mito? Paulo Machline – un autore da sempre influenzato dalla cultura popolare brasiliana – ha iniziato sin dal 2002 a interessarsi alla storia di Joãosinho Trinta, l’uomo che ha rivoluzionato il modo di sfilare del Carnevale di Rio: come direttore artistico ha vinto otto edizioni, tra le quali quella del 1989, giudicata la migliore di sempre. Già nel 2009, dopo mesi di vicinanza assoluta a Trinta, era nato il documentario “A Raça”. Ma il regista ha sentito il bisogno di realizzare anche un film biografico che si focalizzasse su una parte specifica della storia dell’artista.

La lotta contro i luoghi comuni e le diffidenze altrui in “Trinta” è descritta attraverso un racconto lineare, incastonato da flashback. Così assistiamo alla parabola di Joãosinho: da burocrate a membro del corpo di ballo del Teatro di Rio, fino a diventare direttore della parata del 1974 in una scuola di samba; ruolo nel quale si immerge completamente, utilizzando tutte le proprie competenze artistiche e innovando per sempre il Carnevale.

Lo stile di Paulo Machline però non è realista, ma si riallaccia piuttosto al mito e al racconto fiabesco, ispirandosi anche alle narrazioni più popolari, tra incomprensioni e conflitti con gli altri, frustrazioni e fantasmi, e l’immancabile incidente che mette alla prova il nostro protagonista; ma alla fine la forza d’animo e le doti artistiche gli permettono il raggiungimento del successo tanto agognato.

“Trinta” è stato il protagonista del Bari Brasil Film Fest nella serata di venerdì 5 febbraio.

 

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