Pietro Scaramuzzo racconta Tom Zé

Nicola Gaeta, Pietro Scaramuzzo, Vanessa Silva.

Il secondo incontro letterario della quarta edizione del Bari Brasil Film Fest è stato dedicato alla musica. Giovedì 17 ottobre numerosi appassionati hanno affollato gli spazi della Libreria 101 a Bari. Questo bel locale, aperto due anni fa, è nato con l’intento di promuovere autori difficili da trovare altrove in città ed una serie di case editrici indipendenti come Add Editore, che ha appena pubblicato “Tom Zé. L’ultimo tropicalista” di Pietro Scaramuzzo.

Il Brasile in musica

Pietro è un grande amico del Bari Brasil Film Fest: sin dalla prima edizione ci ha supportato, contribuendo a promuovere e sviluppare la nostra iniziativa. Nella vita è medico, ma la passione per la musica brasiliana l’ha portato nel 2012 a fondare il portale Nabocadopovo, interamente dedicato ai suoni ed alla cultura del Paese sudamericano. Inoltre da anni cura la rubrica Tropicália per la rivista “Musica Jazz”.

Scaramuzzo ha dialogato con il giornalista e critico musicale Nicola Gaeta sul questo libro, capace di raccontare tanto del Brasile, oltre che di un musicista poco conosciuto dal grande pubblico come Tom Zé. Gaeta ha introdotto l’opera, facendo una breve presentazione della musica brasiliana, caratterizzata da una poliritmia e dalla profonda influenza africana e delle diverse altre popolazioni arrivate nel tempo nel Paese. Alla Bossanova, fortemente legata al Cool Jazz degli Stati Uniti, negli anni ’60 si è venuta a contrapporre la Musica Popolare Brasiliana, anche se in realtà si è trattato di una naturale evoluzione. Infatti, entrambe hanno in comune diversi fattori, come ad esempio la ricchezza musicale, a fronte della scarsità di mezzi economici a disposizione.

La Musica Popolare Brasiliana ha fatto da sfondo al movimento tropicalista. Scaramuzzo ha scelto come titolo del suo libro “Tom Zé. L’ultimo tropicalista” (Add Editore, 2019) proprio perché il musicista è sempre rimasto fedele alla propria idea, non lasciandosi influenzare da fattori esterni nel corso della carriera, come hanno fatto gli altri esponenti di questa scuola.

L’importanza di Tom Zé nel panorama musicale brasiliano

Tom Zé è considerato da Scaramuzzo come un grande artista popolare, che però non è riuscito a trovare il suo spazio in un contesto molto affollato. Eppure ha avuto un ruolo di rilievo, sin da quando si è trasferito dal Sertão – la zona povera nel Nord-Est del Brasile in cui era nato – a San Paolo, dove è riuscito ad imporsi come figura cardine di un movimento che lo ha prima eletto a protagonista e poi dimenticato. Dopo anni di carriera lontano dalle luci della ribalta è stato David Byrne a farlo riscoprire al mondo. Il fondatore dei Talking Heads ha curato nel 1990 una raccolta di canzoni del musicista brasiliano che gli ha ridato una nuova popolarità tra gli appassionati. Non è un caso che il libro di Scaramuzzo abbia la prefazione di Byrne, visto il suo ruolo fondamentale nella rinascita artistica di Tom Zé.

Difficile dare una definizione del lavoro di Tom Zé: un artista geniale, capace di rendere facile all’ascolto un substrato musicale complesso, rompendo gli schemi. Così la prima biografia ufficiale di questo musicista ormai 83enne, punta a raccontare l’uomo prima ancora che la sua musica, per far comprendere meglio come quest’ultima sia potuta nascere, regalandoci anche un’inedita fotografia del Brasile.

Pietro Scaramuzzo.

Foto di Vito Signorile.