“Ex-Pajé” di Luiz Bolognesi, a Bari il 14 ottobre

La distruzione della Foresta amazzonica è un tema di grande attualità che anche il Bari Brasil Film Fest vuole affrontare, partendo però da una prospettiva diversa, soffermandosi sulle tribù indigene che ancora popolano quelle zone, rimaste per secoli isolate dal mondo ed ora a rischio di estinzione perché minacciate dalle speculazioni.

Ci occuperemo  di questo argomento complesso attraverso il documentario Ex-Pajé, con il quale la nostra rassegna inizia l’omaggio (che occuperà le ultime due serate baresi, il 14 ed il 15 ottobre) allo sceneggiatore Luiz Bolognesi, qui anche in veste di regista.

Per raccontare il genocidio della tribù dei Paiter Surui l’autore sceglie di soffermarsi sulla storia di Perpera, un ex sciamano che fino al 1969 non aveva avuto contatti con il mondo esterno. Il lungometraggio si apre proprio con delle rare immagini amatoriali d’epoca che testimoniano i primi incontri con gli indigeni di chi si era spinto in quelle zone, per poi tornare subito ai giorni nostri.

Perpera non esercita più l’attività di sciamano, che un tempo lo portava ad essere un privilegiato tra i suoi simili: anche se ha difficoltà a parlare in portoghese ormai veste all’occidentale, sbriga le commissioni quotidiane di un brasiliano qualsiasi, va persino in chiesa, dove da tempo i pastori gli hanno spiegato che le sue vecchie attività erano frutto del demonio. Eppure la notte preferisce dormire con la luce accesa per paura della vendetta degli spiriti della foresta, adirati perché si sentono abbandonati da lui. Gli abitanti sembrano ormai ignorarlo, ma quando la malattia inizia a colpire alcuni membri della comunità, Perpera torna ad essere cercato dagli altri.

Bolognesi per affrontare questa storia è partito dalle sue conoscenze di antropologia, studiata per cinque anni. Ha utilizzato una piccola troupe, formata da cinque persone che lo hanno seguito nelle quattro settimane di riprese. Anche i mezzi tecnici, come ad esempio l’equipaggiamento a disposizione del fotografo Pedro Márquez, sono stati ridotti al minimo. Così il regista è riuscito a realizzare un documentario che si richiama al direct cinema, seguendo le persone che riprende nella loro vita quotidiana, senza una sceneggiatura troppo scritta.

Tuttavia ci sono anche diversi elementi di finzione, che Bolognesi ha inserito abilmente nella storia, tanto che diventa difficile  per lo spettatore identificare la linea sottile che separa le parti sceneggiate dal documentario. Di sicuro questo complesso lavoro  – in cui si vogliono rappresentare gli effetti del progresso e della nuova religione sulla cultura millenaria degli indigeni – è aiutato dallo stile asciutto tipico del regista, che rifugge da ogni facile cliché romantico o dall’eccessivo lirismo.

Ex-Pajé è stato presentato lo scorso anno nella sezione Panorama del Festival di Berlino dove si è guadagnato una menzione speciale come miglior documentario. Inoltre ha vinto il trofeo come miglior documentario nell’edizione del 2019 del Gran premio del Cinema Brasiliano.

Il Bari Brasil Film Fest presenta Ex-Pajé a Bari lunedì 14 ottobre alle 21 (aperitivo brasiliano dalle ore 20), con un’introduzione del giornalista e critico cinematografico Enzo Monteleone.

Vincenzo Camaggio