Le ultime serate baresi del Bari Brasil Film Fest

Il pubblico del Bari Brasil Film Fest ha partecipato con calore e interesse anche alle ultime serate baresi della rassegna. Come lunedì 9 ottobre, quando la manifestazione ha ospitato la regista e giornalista Inês Figueiró, sceneggiatrice di “Era o Hotel Cambridge” di Eliane Caffè. Il critico cinematografico Anton Giulio Mancino, docente di Semiologia del cinema presso le facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Bari e dell’Università degli Studi di Macerata, ha presentato la pellicola, sottolineando come sia raro vedere un film importante come questo, capace non solo di descrivere il contemporaneo, ma anche di anticiparlo. Infatti i flussi migratori verso il Brasile di rifugiati da Paesi come la Siria, descritti in quest’opera, sono cresciuti esponenzialmente proprio durante le riprese del film.

La forza di “Era o Hotel Cambridge”

Gli spettatori in sala sono stati colpiti dalla forza dell’opera, capace di introdurre una storia di finzione in un contesto reale. Inês Figueiró ha quindi spiegato il lungo lavoro di ricerca sul campo che ha permesso alla troupe di vivere per mesi insieme agli occupanti, prima di iniziare le riprese. Da questa convivenza sono nati laboratori che hanno coinvolto grandi e bambini che vivono realmente nell’ex albergo occupato; questi rapporti con la gente dell’Hotel Cambridge si sono protratti nel tempo e continuano ancora oggi. Inoltre alcuni dei personaggi conosciuti in questo periodo sono entrati, con le loro storie ed i loro volti, all’interno del film che si è evoluto nel tempo, fino a trasformarsi in un racconto collettivo. In tanti hanno trovato diverse correlazioni con le vicende italiane, mentre è stato molto apprezzato lo stile documentaristico utilizzato per le riprese, con l’inserimento di spezzoni di vita reale nella sceneggiatura.

“Aquarius” e la memoria delle cose

Martedì 10 il Bari Brasil Film Fest ha ospitato l’unico lungometraggio già programmato in Italia, seppur per pochissimi giorni, tra quelli selezionati per la rassegna. Si tratta di ”Aquarius” di Kleber Mendonça Filho, con una monumentale Sônia Braga. Il critico cinematografico e direttore di Uzak, Luigi Abiusi, ha sottolineato alcuni aspetti interessanti di questa pellicola in cui la rappresentazione dei cambiamenti culturali del Brasile negli ultimi anni avviene attraverso una continua contrapposizione tra diverse generazioni, ma anche tra digitale ed analogico, tra vinile e mp3. Quindi in quest’opera gli oggetti assumono molta importanza, fino a diventare quasi personaggi comprimari, in quanto custodi della memoria. Inoltre il pubblico ha potuto ammirare la straordinaria prova interpretativa della Braga, esaltata dalla versione in lingua originale. Infatti la scelta di raccontare l’intimità della protagonista per descrivere le nostalgie e le amarezze, ma anche la forza d’animo di un’intera generazione che ha lottato per la propria libertà, si è rivelata vincente.

Un omaggio affettuoso a “Chico – Artista Brasileiro”

Le proiezioni della sezione pugliese del Bari Brasil Film Fest non potevano non chiudersi in musica: “Chico – Artista Brasileiro” è un documentario che vuole svelare al pubblico alcuni degli aspetti più intimi del celebre musicista, compositore e scrittore brasiliano Chico Buarque. Pietro Scaramuzzo, direttore del sito specializzato in musica e cultura brasiliana Nabocadopovo, ha spiegato come l’autore Miguel Faria Jr. sia un grande amico di Buarque: quindi il suo lavoro, a differenza di altri precedenti, è riuscito a svelare lati inediti del protagonista e a non soffermarsi solamente sull’aspetto pubblico del personaggio. Grande è stata la partecipazione degli spettatori che haanno fatto registrare l’ennesimo “tutto esaurito” della rassegna per l’ultima serata barese, l’11 ottobre. Le esibizioni musicali, molte delle quali inedite, che arricchiscono il documentario sono state davvero apprezzate dalla platea.   

Si ringraziano Vito Signorile ed Eva Carrieri per le immagini.