Hugo Prata ed Inês Figueiró all’Accademia del Cinema Ragazzi

Il Bari Brasil Film Fest si propone di favorire le relazioni tra il mondo del cinema brasiliano e le tante realtà che in questi anni sono sorte sul nostro territorio per promuovere e sviluppare la settima arte. A tal proposito due degli ospiti brasiliani della seconda edizione della rassegna – il regista di “Elis” Hugo Prata e la co-sceneggiatrice di “Era o Hotel Cambridge” Inês Figueiró – hanno incontrato gli studenti dall’Accademia del Cinema Ragazzi – Enziteto.

L’Accademia, nata nel 2005, è un importante punto di aggregazione per il quartiere periferico di San Pio, conosciuto come Enziteto, attraverso le attività che propone con lo scopo di “coinvolgere, formare e far interagire” gli abitanti di questa zona di Bari, poco considerata dalle istituzioni, con il resto della popolazione cittadina. Questa realtà offre quindi agli studenti un percorso biennale di studi sul cinema, con la dichiarata volontà di favorire gli scambi di esperienze e il superamento degli stereotipi sul territorio.

Accolti dal coordinatore Ruggiero Cristallo, gli ospiti brasiliani hanno raccontato la loro esperienza e dato vita ad un interessante scambio con gli studenti, nell’incontro moderato da Alessandro Monno, docente di Storia del cinema nell’Accademia.

Hugo Prata: dalla musica al grande schermo

Hugo Prata si è soffermato sul percorso che l’ha portato a dirigere il suo primo lungometraggio, “Elis”. Per questo suo esordio dietro la macchina da presa ha cercato una storia che appartenesse ad un mondo a lui noto, quello della musica (per anni ha prodotto e realizzato videoclip). Dunque ha scelto di raccontare un mito della canzone brasiliana come Elis Regina, persona difficile e dal temperamento vulcanico, ma contraddistinta da una grande fragilità fuori dal palco, che il regista ha voluto mettere in evidenza. Questa scelta ha condizionato gli episodi della vita dell’interprete da inserire nella sceneggiatura e la selezione dei brani che accompagnano la narrazione.

Prata ha anche spiegato i motivi per cui Elis Regina ha avuto la capacità di affermarsi in un mondo ancora chiuso e poco aperto alle donne: l’aver apportato alcune innovazioni fondamentali nel panorama musicale all’epoca dominato dalla bossa nova, come la potenza vocale nell’interpretazione ed i temi delle canzoni, che per la prima volta hanno affrontato le storie della povera gente. Il film, pensato per il mercato brasiliano, ha invece iniziato un percorso che ha portato riconoscimenti in numerose rassegne in giro per il mondo, a partire dal Festival di Chicago, dove per la prima volta il regista ha notato come l’opera superasse i confini nazionali, emozionando ovunque allo stesso modo il pubblico.

Infine Prata ha anticipato il suo prossimo impegno. Ancora una biografia per un’altra protagonista dal carattere forte: Ângela Diniz, bellissima dama del jet set brasiliano, vittima nel 1976 di un brutale omicidio per gelosia. Il regista intende far rivivere sul grande schermo il lungo processo che seguì al delitto, che ben presto si trasformò in un atto di accusa ai disinvolti costumi sessuali della donna, tanto che in primo grado l’omicida fu assolto.

Il cinema sociale di Inês Figueiró

In seguito Inês Figueiró ha raccontato la complessa genesi della sceneggiatura di “Era o Hotel Cambridge”. Infatti nella prima stesura il film doveva raccontare la storia di un rifugiato del Congo a San Paolo. Poi, però, quando gli autori sono andati a studiare i luoghi in cui ambientare la storia, il film ha cambiato pelle: è diventato un racconto corale che evidenzia come le classi brasiliane meno agiate abbiano molto in comune con i rifugiati. Così il personaggio che inizialmente doveva essere il protagonista è stato ricollocato al livello degli altri in un’opera collettiva con tanti “attori sociali”, che recitano per la prima volta.

In questi anni il problema in comune di rifugiati stranieri e lavoratori brasiliani è la ricerca di una casa. Venendo a contatto con i rappresentanti del movimento dei senzatetto, gli sceneggiatori hanno potuto avere una visione più chiara del fenomeno. Ad esempio hanno constatato come nel centro di San Paolo ci siano numerosi edifici abbandonati e come, per assurdo, siano davvero pochi gli appartamenti disponibili a prezzi accessibili. Se si considera che molti dei lavoratori provengono da zone lontane, si comprende come si sia sviluppato il fenomeno delle case occupate. A questo si aggiunge l’esplosione del numero dei rifugiati che, proprio durante il periodo delle riprese del film, ha avuto in Brasile una crescita esponenziale.

Inês Figueiró ha inoltre sottolineato la collaborazione con la Scuola di architettura di San Paolo, che ha attivamente contribuito nella definizione delle ambientazioni della pellicola. Infatti il film si svolge quasi interamente all’interno di un vecchio albergo di lusso chiuso da anni, ma abitato da una comunità multietnica che deve fare i conti con la minaccia di un imminente sgombero da parte della polizia. Inoltre la sceneggiatrice ha rivelato come il rapporto con gli abitanti dell’edificio, che nel film hanno recitato la parte di loro stessi, sia continuato anche successivamente. A tal riguardo ha mostrato ai ragazzi “Camilly”, un cortometraggio interamente pensato, realizzato e recitato dai bimbi che vivono nell’ex albergo.

La similitudine con la storia di San Pio non poteva sfuggire ai giovani studenti ed ai docenti baresi, che hanno sottolineato anche il legame dell’Accademia del Cinema Ragazzi – Enziteto con il “cinema del reale” e l’importanza che riveste nella settima arte la capacità di ascoltare la voce di chi è ai margini.

Si ringrazia Pietro Scaramuzzo per le traduzioni e Michel Heberton per le immagini.

 

Vincenzo Camaggio